Un momento cruciale nella storia della Sindone si verificò la notte del 25 maggio 1898. Secondo Pia, un fotografo dilettante, portò la sua macchina fotografica nel Duomo di Torino e scattò la prima fotografia al mondo della Sindone.
Quando sviluppò la lastra del negativo fotografico, rimase così scioccato da far quasi cadere il fragile vetro. Pia vide davanti ai suoi occhi l'immagine chiara del volto di Gesù per la prima volta dopo quasi 2000 anni!
Quando in seguito descrisse il momento, disse: “Chiuso nella mia camera oscura, tutto intento al mio lavoro, provai un'emozione fortissima quando, durante lo sviluppo, vidi per la prima volta il Volto Santo apparire sulla lastra, con una chiarezza tale che ne rimasi ammutolito”.”
Pia aveva scoperto qualcosa di nuovo sulla Sindone: l'immagine sul telo ha una qualità foto-negativa.
Un negativo fotografico appare come l'opposto di un'immagine normale, con le aree chiare e scure invertite. Quindi, quando Pia ha guardato il negativo, non stava vedendo la Sindone come appare a occhio nudo. La vedeva con le aree chiare e scure invertite. Il volto era più chiaro e definito.
Si trattava di una scoperta rivoluzionaria. Ma alcuni erano scettici. Pensavano che Pia potesse aver manomesso le lastre fotografiche. Così, nel 1931, un fotografo professionista di nome Guissepe Enrie fotografò la Sindone con un'attrezzatura più nuova e migliore. I risultati di Enrie furono gli stessi di Secondo Pia. Il volto appariva più chiaro e dettagliato se visto come negativo fotografico.
La scoperta della qualità foto-negativa della Sindone attirò l'attenzione della comunità scientifica, aprendo la strada a nuove ricerche. L'era moderna della Sindone era iniziata.
Ma l'immagine della Sindone aveva altri segreti da rivelare. Nel 1976, un gruppo di scienziati che lavoravano al Sandia, un laboratorio di armi del governo americano, inserì la foto della Sindone di Guisseppe Enrie in un analizzatore VP-8 e fece un'altra scoperta. Torneremo su questa storia tra qualche minuto.