“Dio, infinitamente perfetto e benedetto in se stesso, in un disegno di pura bontà ha creato liberamente l'uomo per renderlo partecipe della sua stessa vita beata”.”
Prima che il mondo fosse, voi eravate conosciuti. Eravate visti. Eri desiderato. Eri sognato. Eravate desiderati.
Siete stati amati.
Siete stati destinati a una gioia, a una speranza, a una gloria che “nessun occhio ha visto” né “il cuore dell'uomo ha immaginato”: un destino che comprende e tuttavia supera ogni bene che il cuore umano grida anche ora in speranzosa ricerca.
C'è un telo di lino, conservato in una cattedrale di un'altrimenti ordinaria città industriale italiana, che porta con sé una storia straordinaria, una storia che fa parte della vostra storia e della mia storia, perché fa parte della nostra storia - la storia dell'umanità.
“Per realizzare questo, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio come redentore e salvatore”.”
Questo telo di lino porta l'immagine dell'uomo.
Un uomo con ferite.
Le nostre ferite.
Le nostre ferite di paura, di disperazione. Le ferite del peccato. Le ferite di una morte per la quale io e voi non siamo stati creati. Una morte che l'uomo su questo telo, su questo sudario, non meritava.
Eppure, è stata comunque una morte che ha sopportato.
Una morte che ha portato per voi e per me. Un martirio d'amore sopportato per noi in tutte le nostre disfunzioni e lotte, in tutti i nostri stress e sfide, in tutte le montagne della vita che spesso sembrano troppo alte da scalare.
Lo sapeva. E ancora oggi, Egli sa.
La carne lacerata e crocifissa che voi e io vediamo nell'immagine dell'uomo sul sudario è la carne che ha condiviso tutte le sofferenze che abbiamo sopportato o che un giorno sopporteremo.
La carne che vediamo è quella di un uomo che sarebbe venuto a sanguinare di amore angoscioso in un giardino, condividendo un dialogo intimo con il Padre suo, tanto da desiderare “che siano una cosa sola come noi siamo una cosa sola, io in loro e tu in me, affinché diventino perfettamente una cosa sola, perché il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me”.”
“Per questo motivo, in ogni tempo e in ogni luogo, Dio si avvicina all'uomo. Chiama l'uomo a cercarlo, a conoscerlo, ad amarlo con tutte le sue forze. Egli chiama a raccolta tutti gli uomini, dispersi e divisi dal peccato, nell'unità della sua famiglia, la Chiesa”.”
In quel giardino oscuro, nella notte della sua passione, il Signore dei Signori e la Sorgente di ogni vita, il Verbo eterno di Dio e il Logos della Creazione in carne e ossa, soffriva appassionatamente d'amore per voi e per me, il suo cuore palpitante che risuonava nell'intima unione con il Padre celeste. E mentre il suo sangue irrompeva attraverso la pelle, immagino che questo stesso cuore abbia iniziato a bruciare con la nostra stessa visione, condividendo ogni momento di debolezza, ogni paura, dolore e disperazione, ogni alienazione nel nostro orgoglio decaduto che abbiamo mai sofferto o che soffriremo.
“Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto quello che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi”.”
Lo Sposo, consumato in tutto il suo essere dall'amore stesso di Dio, si univa all'umanità nell'esperienza della nostra natura decaduta, condividendo completamente tutto il nostro dolore e la nostra alienazione, tutti i nostri dubbi e la nostra solitudine, tutto l'isolamento dei nostri rimpianti e dei nostri errori.
E mentre il ferro gli trafiggeva le mani e i piedi sulla collina dove sarebbe morto, il cuore che conosceva l'amore e solo l'amore - non solo l'amore di questo mondo, ma l'amore eterno del Padre Onnipotente - gridò con desiderio agape per gli stessi volti che gli stavano procurando questo dolore inimmaginabile.
“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.”
La stessa persona divina la cui carne è stata squarciata per amore di voi e di me, lasciandosi tradire, flagellare, incoronare, prendere a calci, deridere, trafiggere con il ferro, e infine lasciata morire inchiodata a un albero, boccheggiante, brutalmente giustiziata da un potere totalitario per volere dello stesso popolo che era venuto a salvare...
Questa persona sarebbe presto risorta in un corpo risorto e glorificato, uscendo dalla tomba dove un tempo giaceva il suo corpo senza vita, proclamando “la pace sia con voi” agli stessi amici che lo avevano abbandonato nella sua ora più buia.
In poche settimane si sarebbe presentato a questi amici, parlando di un'altra persona misteriosa di cui avrebbero presto conosciuto il potere, e in un attimo sarebbe stato “innalzato”, entrando in una gloria in cui questi stessi uomini sarebbero entrati a loro volta, formando in sé la porta della gioia eterna che il Creatore di tutto ha tanto sognato di condividere con i suoi figli amati.
Pochi giorni dopo, lo stesso spirito misterioso che aveva portato questo redentore nel mondo grazie alla fede di una giovane ragazza ebrea sarebbe arrivato di nuovo, scendendo come vento impetuoso e fuoco ardente dal cielo, formando non solo una persona cambiata ma anche un'altra. nuovo umanità, che sarebbe cresciuta fino a comprendere coloro che in ogni continente, in ogni tempo e in ogni luogo sono stati chiamati dal divino redentore a essere il segno dell'eterna comunione che è lo stesso Dio Uno e Trino.
“Nel suo Figlio e per mezzo di lui, invita gli uomini a diventare, nello Spirito Santo, suoi figli adottivi e quindi eredi della sua vita beata”.”
Dio non aveva abbandonato il suo popolo nella paura e nella viltà, né lo aveva lasciato solo nell'isolamento e nella disperazione.
Dio era venuto in Spirito, riversandosi ora nel profondo del suo popolo, permeando il suo cuore e la sua mente, muovendo e trasformando tutto ciò che era e tutto ciò che poteva diventare.
In quel momento, il cielo si è esteso alla terra nelle nozze del tempo e dell'eternità, nell'unione delle cose presenti e di quelle future.
La stessa persona divina che ha sanguinato ed è stata tradita... quella stessa persona ora viene a noi, offrendosi completamente in una semplicità risplendente e in un'umiltà assoluta sotto l'aspetto del pane e del vino.
Il vento e il fuoco della divinità che si sono riversati dal cielo nel popolo di Dio a Gerusalemme... quella stessa vita si riversa ora nella nostra umanità nel battesimo, in ogni assoluzione e si approfondisce in tutto il nostro essere in ogni comunione eucaristica.
In quella festa benedetta a Gerusalemme quasi 2000 anni fa, folle di pellegrini udirono un pescatore che un tempo aveva negato lo stesso Signore divino che ora abitava e si muoveva dentro di lui alzarsi di nuovo e alzare coraggiosamente la voce, dichiarando senza riserve: “Questo Gesù, consegnato secondo il piano definito e la prescienza di Dio, voi lo avete crocifisso e ucciso per mano di uomini senza legge. Dio lo ha risuscitato, sciogliendo i morsi della morte, perché non era possibile che fosse trattenuto da essa”.”
L'Amore di Dio che cammina, respira e parla, quello che la morte non ha potuto trattenere, ora vive e si muove nel suo popolo e attraverso di esso si estende a tutta l'umanità, fino agli “estremi confini della terra”, come lo stesso Amore incarnato aveva promesso tempo fa.
Questa persona, quest'uomo di cui lo straordinario telo di lino di quella cattedrale in Italia è lo specchio inconfondibile, l'uomo che il popolo di Dio sa per fede essere la Parola eternamente pronunciata del Creatore di tutto... questo stesso uomo sta chiamando voi e me proprio come fece con quel pescatore sull'acqua tanto tempo fa.
“Fatti coraggio, sono io, non temere”.”